Ruzzola del formaggio, Pontelandolfo

ruzzola2Domenica 14 gennaio: gioco, cibo e tradizione: la “ruzzola del formaggio” mette d’accrdo tutti e tre. Il gioco tradizionale di Pontelandolfo consiste nel fare “ruzzolare” una forma di formaggio, una sfida che prevede la partecipazione di due, quattro o sei giocatori che si sfidano su un percorso determinato e leggendario disteso su Piazza Roma fino alla cappella di San Rocco ancora lungo il Viale dell’impero.

Le regole sono le stesse poichè ad ogni lancio si segna il luogo che il formaggio ha raggiunto fino al traguardo che vedrà consegnare ai vincitori il premio di un formaggio di peso che varia dai 5 ai 18 Kg.

Il dialetto è fondamentale nella ruzzola, tanto che abbiamo deciso di inserire qui alcune espressioni tipiche di questo pittoresco avvenimento, tutte pubblicate sul sito pontelandolfonews.com:

-`rizavàglia”: è il filo di spago doppio, munito dello “spròccul’ “, che avvolgendo la forma di formaggio serve a lanciare e dirigere la stessa e viene legata al polso.

- “R’ spròccul’ “: è un pezzo di legno cilindrico di completamento della “‘nzavàglia”, funge da impugnatura della forma.

- “T’appènn ‘la pezza”: è la sfida lanciata da uno o più giocatori ad altri contendenti. La posta in palio è la stessa forma di formaggio utilizzata nel gioco.

- “Scurt’cà la pezza”: con doppio significato che può voler dire la preparazione della “forma” di formaggio, consistente nella scorticatura dei grassi esterni, o in senso allegorico dare filo da torcere all’avversario.

-”Appèlla”: è l’inizio del gioco. È il primo dei lanci che viene effettuato sia all’andata che al ritorno del percorso.

-”La rèsta”: indica lo spigolo della casa o del muro che è il punto di riferimento e di delimitazione del gioco.

-”R’ tèrmn’ “: è il punto di riferimento che delimita la fine del gioco di ritorno e dell’intera sfida.

- “R’ maccatùr”: è un pezzo di stoffa doppio che viene avvolto intorno al polso del giocatore, sia per evitarne la slogatura o la scorticatura, sia per dare maggiore aderenza e fermezza della `nzavàglia”.

- “R’ cànt’ “: è il lato in cui la “forma” rotola o si appoggia nel momento del lancio.

-”L’ àut”: è la parte più grossa della “forma” che viene corretta da “R’nzavagliatòr” avvolgendo la “‘nzavàglia” in modo da compensare sia la malformazione del formaggio, sia la direzione da percorrere in considerazione delle malformazioni geofisiche del percorso (curva, salita, argine, fosso).

- “R’ lèmt’ “: è il limite dei tre passi permessi al giocatore per prendere la rincorsa per il lancio. Viene tenuto o delimitato dall’avversario di turno.

- “Caccià la ‘nzavaglia”: indica l’operazione di rimettere sul giusto itinerario il giocatore o la squadra. Infatti se nel precedente tiro la “forma” si è fermata lontana dal percorso, misurando la lunghezza della `nzavàglia” ed il massimo allungamento del giocatore, considerando le esigenze del tiro, si può correggere e riportare il gioco nella giusta direzione.

- “Mpattà”: sta per pareggiare. Risultato che si verifica quando le due squadre vincono l’una nel percorso di andata e l’altra nel percorso di ritorno o viceversa: in questo caso la sfida si ripete. Se viene rimandata ad altro giorno la sfida viene dichiarata “Appésa”.

- “Attòrna”: è la parola usata quando “la pezza”, raggiunto un punto del percorso, ritorna indietro su se stessa, per il dislivello incontrato o per mancanza di forza.

-”Lelè… a vùia lota”: sono le parole di esortazione a fare spazio e togliersi dal percorso per l’arrivo della forma di formaggio.

 Fonte foto: italiannotebook.com



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