Ogm, parliamone…
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OGM
E’ di ieri la notizia che a Pordenone sarebbe stato aperto il primo campo di coltivazione Ogm destinato alla produzione di mais geneticamente modificato.
Il produttore, Silvano Della Libera si è finalmente detto contento di poter portare avanti, senza la pesante ombra dell’ “illegalità contrastata e immorale”. Nel campo Ogm, di una superficie pari a circa 3 ettari disteso nel comune di Vivaro, si coltiverà il mais Mon810, una varietà della società Monsanto e che, a differenza dei suoi simili, non avrà bisogno di insetticidi e trattamenti dannosi per la pianta e l’organismo, ma sarà studiato e modificato grazie all’uso della biotecnologia; e se prima si gridava al lupo al lupo organizzando manifestazioni contro le aziende che sposavano la politica dell’Ogm, ora ben più di 500 aziende produttrici del territorio friulano sarebbero d’accordo nel fornire prodotti modificati.
Prendendo spunto dal libro-guida di Carlo Petrini (La Leggenda del Buon Cibo Italiano, Fazi Editore) vogliamo affrontare il tema degli Ogm, illustrandone i pro e i contro che, come vedrete, mostreranno per ogni tema una doppia interpretazione:
- Salute: Non si è ancora certi sulla ripercussione che avrebbero i prodotti Ogm sulla salute ma al tempo stesso, questi prodotti subiscono molti più controlli in laboratorio di alcuni prodotti naturali che spesso vengono automaticamente etichettati come “sani e nutrienti”.
- Malnutrizione: Gli Ogm potrebbero far fronte alla richiesta di cibo dei paesi più poveri grazie ad una produttività molto più alta rispetto alle coltivazioni naturali. Contro: la produzione Ogm è nulla se ad essa vengono affiancate pessime politiche globali di distribuzione delle derrate alimentari.
- Concorrenza: Gli Ogm sarebbero per gli agricoltori più piccoli ciò che la globalizzazione è stata per i dettaglianti: una gogna autorizzata.
- Biodiversità: Se da un lato gli Ogm minacciano una standardizzazione di prodotti a livello globale da un altro, un buon uso della biotecnologia, potrebbe salvare i prodotti minacciati da un clima poco favorevole fino a salvarli dalla completa estinzione.
Fonte foto: iltaccoditalia.info
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