La città che mangia: i nostri sprechi

Cibo sprecato

sprecato

Più che forse si dovrebbe cambiare il titolo del convegno in “La città che spreca”. E’  duro il risultato del convegno che si propone di osservare più da vicino i gusti e gli usi degli italiani: circa il 30-40% del che acquistiamo finisce nella spazzatura spesso senza essere stato neanche aperto.

Parallellamente a questi dati, si verifica anche un aumento del tasso di obesità in Europa che sale al 7%, registrando un aumento nelle zone cittadine e una diminuzione invece nelle zone periferiche. Le ragioni non sono state date ma, guardandosi intorno, non è poi così difficile comprendere come siano cambiate le abitudini alimentari di noi italiani: se prima il pranzo, ad esempio, veniva consumato a casa o a lavoro con il classico “baracchino”, oggi molti preferiscono dare due morsi a un panino consumato in piedi al bancone del bar o, ancora peggio, ordinato via telefono dal bar sotto l’ufficio per essere consumato in fretta davanti al pc.

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Data di scadenza: è davvero affidabile?

date di scadenza

date di scadenza

Date di scadenza: quanti dubbi nel frigorifero! Quante volte ci siamo interrogati sul significato di termini come “Consumarsi preferibilmente entro”, “Consumarsi entro” o semplicemente “Data di scadenza, vedi retro”.

Un dubbio che affligge i consumatori di tutta Europa e non solo, Usa inclusi. Cosa fare con le confezioni ancora aperte? La data di scadenza vale anche per quei che non vengono consumati immediatamente all’apertura?

Per fare il punto della situazione la nutrizionista Nadia Arumugam ha pubblicato su Slate una ricerca interessante che ritrarrebbe il consumatore medio troppo impressionabile su quella piccola data stampata al fondo delle confezioni e poco attento, invece, alla qualità reale dei cibi che potrebbe essere facilmente “captata” grazie a due sensi naturali di cui tutti siamo dotati: gusto e olfatto.

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Halloween: la «zuppa con gli occhi»

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INGREDIENTI:- 6 patate mini
- 6 olive ripiene
- 1 barattolo di conserva

PREPARAZIONE:
Preparate la semplice zuppa di pomodoro, fate bollire le patate in acqua a parte nel frattempo. Poi, prendete le olive e tagliatele a metà perfetta, in modo che la loro farcitura sia ben visibile e rivolta verso l’alto.
Dopo aver pelato le patate mini con cura, fate una piccola incisione affinché una metà di oliva posso essere inserita nell’incavo. Infine, versate la zuppa in un piatto fondo ed adagiate con cura le patate a forma di occhio, come nella foto… successo assicurato!

L’«Onigiri» cinese!

Mai provato a riprodurre un primo piatto Giapponese? Prendiamo una piccola porzione di riso (la quantità di un arancino nostrano), rimaneggiata però a forma di triangolo, spesso farcita con , ed infine parzialmente avvolta in una striscia di alga di : stiamo parlando dell’ (si pronuncia onighiri), piccola polpetta di riso può molto apprezzata per la sua semplicità, leggerezza e gusto.

Tutto il necessario per preparare l’ è del riso bollito, del a piacere (scottare il salmone, bollire gamberetti in salsa di soya, mescolare tonno e maionese) e una foglia d’alga. Per farcirlo si usa lo stesso procedimento degli arancini, ovvero si modella con le mani. La differenza è però che l’ è prêt-à-manger, ovvero, si gusta crudo. Buonissimo!

Allanté – Rivoli

allanté

Se all’esterno state pensando “Beh, non sarà mica l’unico nei dintorni…” : fermi lì! Entrate e preparatevi a mangiare delle ottime crêpe!

Il è molto carino: le pareti sono di un giallo caldo e al muro sono appesi moltissimi quadri vecchio stile, un ambiente accogliente che ricorda un po’ quelle vecchie caffetterie francesi a conduzione familiare.
Nello staff di Allanté lavorano tantissimi giovani, tutti gentili e indaffarati: il è spesso pienissimo e trottorellare tra i tavoli con dei pesanti (e profumati) piatti in mano non è proprio una passeggiata.

Il menu offerto dal è completamente concentrato sulla specialità : le crêpe. All’interno delle sue pagine ne troverete moltissime: salate, dolci e i deliziosi tronchetti, crêpe arrotolate e pienissime di condimento, davvero ottime.
Vi verranno offerte anche le insalatone, ricchissime e fantasiose e gli , taglieri di formaggio offerti con salse e contorni.

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Cibo slow seduti ad un tavolo fast!

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Il mondo ce lo invidia, i visitatori europei gironzolano incuriositi mentre i turisti giapponesi fotografano meravigliati pile di cioccolata fondente e al latte, zucchine verde smeraldo e pomodori rossi di sole: benvenuti ad signori!

Il nome è tutto un programma, in esso si riconosce il verbo preferito dai suoi fondatori (e da noi comuni mortali), Eat, ossia mangiare, e Italy, il nome del nostro bel paese nella bocca del popolo anglofono.

Il complesso, una struttura di undicimila metri quadri sorta nel 2007, ospita una vera e propria mostra mercato all’insegna del “cotto e mangiato” in cui cuochi e camerieri di ben sette settori cucineranno per voi (e davanti ai vostri occhi) i piatti del loro menu.

racchiude in due piani l’essenza della cucina italiana senza che niente venga lasciato al caso: i salumi e i formaggi riposano per una lenta e ottima stagionatura in camere umide (e visitabili liberamente), la birra di tutto il mondo viene spillata al banco del piano inferiore, i vini invecchiano nelle eleganti cantine e le carni, il pesce e le verdure verranno prese e cotte per voi direttamente dal banco frigo.
Se invece per voi un buon pasto fa rima con carboidrati, non dovete mancare il banco della pasta e della pizza, una vera delizia creata con prodotti riconosciuti e protetti dalla categoria Slow Food, perché da dire mozzarella e pomodoro è quasi riduttivo.

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