Bam Bam, il ristosauro -Caselle Torinese (Torino)-

“Wilma dammi la clavaaaaa!”. Questa è la frase che vi verrà in mente entrando nel nuovo ristosauro, pardon ristorante, di Caselle Torinese.

Da fuori la struttura è davvero imponente e molto molto poco preistorica, considerando le dimensioni e in materiali in uso, ma vi basterà entrare nel locale per respirare un’aria tropicale e cartoon.
Alle pareti pendono morbide liane color verde smeraldo, a terra (finte) pelli di animali selvaggi agli angoli piccole e grandi e sedie e tavolini di pietra grezza color seppia: è questa l’atmosfera di Bam Bam, marchio che ha già conquistato Perugia e Teramo.

E’ inutile dire che questo locale sia il paradiso dei più piccini che sono liberi di scorazzare nel giardino arredato con cactus e pietre giurassiche. Per loro è anche pensato il menu che, a costo ridotto, propone piatti semplici e gustosi come hamburger, patatine e gelati.
Ottime proposte anche per i grandi che potranno leggere i nomi dei piatti in completo stile giurassico (vi ricordate le costolette di brontosauro mangiate da Fred Flinstone?) e scegliere varie portate ad un prezzo conveniente.
Carne, pesce, pasta, stuzzichini e pizze: la scelta è molto ricca e le porzioni sono soddisfacenti considerando che ogni piatto del ristorante avrà incluso anche un buon contorno.

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BEFeD – Torino

Lasciate ogni finezza o voi che entrate.
Ho sentito tanto parlare di questo locale che ho pensato fosse giusto verificare il motivo di tanto entusiasmo.
E così BEFeD sia.

Il nome è già tutto un programma. Inizialmente pensavo fosse una trascrizione dall’inglese (be, essere e fed, nutrito) ma facendo qualche indagine ho scoperto che il significato dell’acronimo va ben oltre la fredda provenienza anglosassone. Il nome è infatti composto dalle iniziali degli ideatori del progetto: Bruno, Elio, Franco e Daniele. Bella scoperta, no?

Arriviamo ora al dunque.
Il BEFeD è un luogo in cui le posate sono bandite, il bon ton è roba per bacchettoni e sporcarsi le guance e leccarsi le dita per gustare a pieno le erbe aromatiche è quasi un obbligo.
Il piatto forte del locale è il galletto (Vallespluga) servito con patatine fritte e salsa yogurt alle erbette.
Dopo aver mangiato una quantità illimitata di arachidi (la buccia si getta obbligatoriamente a terra) ordino anche io il galletto spaventata dalle porzioni.
Il piatto arriva e separo barbaramente le cosce dal petto sentendo, già con l’acquolina in bocca, la croccantezza della pelle abbrustolita.
Assaggio. La pelle è croccante, ricoperta di erbe aromatiche e leggermente piccante. La carne è bianca, un po’ dura e forse un po’ pesante da digerire (come poi scoprirò qualche ora dopo) ma nel complesso fa davvero un bell’effetto.
Le patatine sono buone, morbide dentro e poco unte. Se considerate un’eresia mangiare le patatine senza ketchup e maionese non preoccupatevi: lo staff sarà ben contento di portarvi la salsa in quantità.

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Zelmira – Beinasco (To)

20022009

Il locale è semplice e giovanile. Un posticino alla mano, insomma. All’interno vi sono una decina di tavolini e altrettanti occupano la veranda dove d’estate vengono organizzati balli caraibici e cha cha cha.

Zelmira offre principalmente un menu di crêpes dolci e salate ma non si risparmia neanche sulle coppe gelato e i waffles, tipici biscotti morbidi e a quadretti gustosamente conditi con frutta fresca, creme e gelato.
Ma diamo ad ogni piatto la giusta attenzione.
Le crêpes lasceranno soddisfatti i golosoni attratti da quelle sottili, morbide al centro e croccanti ai bordi, ma soprattutto quelli che non amano dover strizzare l’olio dall’impasto.

Veniamo ora al grande protagonista della stagione che arriverà: il gelato! Il menu è ricco di macedonie, affogati e curiose coppe come la gondola, una coppa di vetro che riproduce il simbolo veneziano e che vede, dolcemente accomodato nei suoi sedili del soffice gelato.
Ultima golosissima curiosità: i waffles, wafer morbidi che ricordano i goffri valdostani e che vi verranno serviti con dei condimenti a vostra scelta. Frutti di bosco, frutta fresca, gelato, crema, sciroppo o cioccolato fuso, o se volete, anche da soli.

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Catullo. Torino

risto catullo

Ci sono serate in cui vi chiedete perché non avete cenato a casa …
L’avventura inizia all’entrata, quando il responsabile vi mostra da lontano il tavolo in cui dovreste sedervi e il suo collega vi segue da lontano lanciandovi i menu sul tavolo.
Siete seduti esattamente davanti alla cucina, il che in alcuni posti, potrebbe essere una grande fortuna perché già assaporate in anticipo i piatti e gli odori che evadono dal forno a legna, ma il locale in questione purtroppo non fa parte di questi. Sfogliando il menu, i piatti più in “auge” offerti dalla casa sembrano essere quelli di pesce, ma forse per un curioso e fortunato sesto senso, decidiamo di puntare su una semplice pizza. Mozzarella, pomodorini, rucola, grana e carciofi vi verranno offerti per la “modica” cifra di 10 euro, che diventeranno ben 13,60 se vi aggiungete una coca cola (o cola, se vogliamo essere sinceri) alla spina, sgasata e forse fresca fresca di scaffale di discount.
Caso? Non si direbbe, visto che la birra media ordinata in seguito sembrava essere stata spillata da giorni.
Curiosità culinaria: avete mai visto riscaldare le vivande nel forno a microonde in mezzo alla sala come nelle migliori mense aziendali? Noi no, e sebbene non neghiamo che questo possa accadere in moltissimi locali, stupisce che venga fatto con una candida spontaneità.
Attenzione, non stiamo dicendo che gli ingredienti non siano freschi, ma forse alcune accortezze potrebbero migliorare il locale ed il servizio, non sempre impeccabile.
Siamo stati vittime di una serata negativa? Può darsi, ma temo che non offriremo al locale un’altra chance.
Unico lato positivo: l’orario della prenotazione è stato rispettato.

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I soliti ignoti, Torino

07022009(001)
Entrata

07022009
Saletta

Il locale non è ben visibile dalla strada, soprattutto per chi si aspettava di trovare, come me, un localino piccolo e confortevole. In corso Vittorio Emanuele, nei pressi di corso Racconigi, il ristorante pizzeria “Ai soliti ignoti” apparirà invece in tutto il suo splendore: un locale grande che a prima vista sembra diviso in une strutture differenti e circondato da un parchetto.
Entrando, l’interno vi stupirà: l’arredamento è moderno e alle pareti sono appesa fotografie sfocate e dai colori fluo, una bella scoperta per chi credeva di trovare un’atmosfera anni ’60 degna di Gassman & Co.

Ma veniamo al menu. Le pizze proposte sono molto gustose e negli ingredienti si percepisce il chiaro intento di voler arricchire un semplice e classico piatto con sapori e gusti tradizionali riproposti in chiave un po’ chic: perché ad esempio, non concedersi il lusso di creare una crema di basilico invece di mettere sulla pizza la classica fogliolina che spesso il cliente scarta?

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