Tonno in scatola: Greenpeace ne svela i contenuti

Tonno Greenpeace

Tonno Greenpeace

A difesa del consumatore italiano, e non solo, Greenpeace svela i contenuti del tonno in scatola creando una classifica di ciò che ogni giorno consumiamo sulla nostra tavola, marche famose e “intoccabili” incluse.

Con una grafica semplice e accattivante (le scatolette stipate nel fondo sono quelle più cattive mentre quelle in superficie rappresentano le migliori), scopriremo che i marchi più sponsorizzati e famosi sono anche i meno affidabili in termini di tracciabilità. Le scatolette “in fondo al mar” sono infatti quelle in cui non sempre sono inserite con dovizia di particolari specie utilizzata, mare di provenienza e metodo di pesca, tre informazioni importanti che dovrebbero essere sempre specificate al consumatore per tutelare un consumo etico e più consapevole.

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Nestlé ascolta Greenpeace e fa la sua promessa

Nestlé e Greenpeace

Nestlé e Greenpeace

La foto che abbiamo pubblicato qui è stata inserita qualche mese fa nel sito web di Greenpeace e, come potete leggere, si rivolgeva alla fabbrica dolciaria Nestlé con una richiesta ben precisa: “Basta acquistare olio di palma!”. Dopo numerose campagne di sensibilizzazione la lotta di Greenpeace ha avuto finalmente ascolto.

La Nestlé ha infatti accolto la richiesta dell’ente naturalista annunciando lo stop all’acquisto dell’olio di palma dalle aziende accusate di mettere in serio pericolo la foresta indonesiana e l’habitat degli oranghi, creature magnifiche messe a rischio dal commercio del prodotto che, di anno in anno, ha minacciato la scomparsa della foresta pluviale.

Nestlé ha accettato le numerosissime richieste da parte degli organizzatori e dei sostenitori Greenpeace da tutto il mondo che, da qualche mese a questa parte, hanno inoltrato numerose richieste alla fabbrica dolciaria costringendola così a fare la sua promessa “verde”. Bel lavoro!  

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