Scritto Sabato 28 Marzo 2009 da Giada Aramu

Sono capitata lì quasi per caso, e in preda ad una fame da lupi sono entrata nel locale in cui forse, se mi fossi basata solo sulla prima impressione, non sarei mai entrata. All’esterno infatti, la pizzeria sembra un oratorio, tipica area di sosta per giovani fanciulli in cerca di un divertimento semplice: due birre, quattro amici ed una partita a calcetto. Decido di entrare comunque incuriosita dalla sfida che mi si stava proponendo: andare contro all’assoluta ricerca di un’estetica piacevole agli occhi.
All’interno ho la conferma che la facciata del locale non mi stava ingannando. Il locale è piccolissimo, tavoli troppo vicini e tovaglie di carta color verde salvia. Una ragazza allegra (e indaffaratissima) mi accoglie con un sorriso. Una mezz’oretta, mi dice, e potrò sedermi anche io.
Ne approfitto così per guardarmi intorno. Davanti a me c’è un ragazzo che impasta e sforna pizze piccole e rigonfie, alla mia destra una rumorosa cucina e alle mie spalle la cassa e il bancone. Il tutto a un metro di distanza, tanto da essere costretta a spostarmi ogni quattro minuti per permettere ai clienti di pagare il conto, al cameriere di tagliare una fetta di torta e al suo collega di prendere le posate.
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Scritto Lunedì 12 Gennaio 2009 da Giada Aramu

I suoi punti di ristorazione ormai non si contano più. Le insegne rosse si sono ormai estese come soffice pasta di pane, hanno catturato la nostra penisola come mozzarella di bufala filante e accarezzato il nostro palato come dolce e succosa salsa di pomodoro.
Il gruppo sforna pizze da dieci anni con un’unica certezza: il gusto della sua pasta sarà lo stesso ovunque, in qualsiasi punto voi vi troviate, la salsa RossoPomodoro avrà la stessa unica ed inconfondibile dolcezza.
E non è un caso. I fornitori che da sempre rimpinzano i backstage delle cucine sono gli stessi da anni e nessun ingrediente “alieno” ha mai varcato la soglia. Ed è cosi che Bellopede fornisce loro la mozzarella d.o.p; Gargiulo produce e consegna le olive mucciola di sorrento e il buonissimo olio extra vergine dop;
il pastificio del Cavalier Afeltra tira la pasta trafilata al bronzo; Caputo produce la farina tradizionale di Napoli, quella che ne ha confermato la tradizione da secoli mentre Strianese, coltiva e spreme il sugoso e tenere pelato dell’agro nocerino sarnese.
Se pensavate che la tipica tradizione napoletana vi abbandonasse nel momento del digestivo, vi sbagliate di grosso: Sorrentino di Massa Lubrense prepara per loro bottiglie di limoncello e nocillo.
Il gruppo RossoPomodoro, si sta impegnando per un’ottima, gustosissima causa: preparare un menu che includa più di dieci ingredienti di presidio Slow Food.
Noi non sappiamo se questi siano o no inclusi nella preparazione dei dolci, ma una cosa dovete assolutamente provarla: le Calde Calde, piccole frittelle ricoperte di morbida nutella e spolverate di zucchero a grani. Una squisitezza da assaporare in tempi davvero Slow!
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