Scritto Sabato 29 Agosto 2009 da Carola

CATEGORIA: champagne
NOME: Cuvée Belle Epoque Blanc de Blancs vintage 2000
La maison Pierre Jouët ha dato di recente un party esclusivo per festeggiare il suo pezzo unico, la Cuvée, champagne considerato tra i tre migliori nei duecento anni di produzione del brand.
Location (ovviamente) esclusiva: Porto Cervo; invitati (ovviamente) ancora più esclusivi – pare che la serata è stata deliziata dalle note del violino dell’artista australiana Sophie Serafino. E poi ancora dress code in bianco ed oro per gli invitati, a richiamare i riflessi preziosi del packaging della bottiglia. Uno champagne prestigioso, di cui l’Italia ne avrà solo 100 esemplari che, come tutte le rarità impongono, è solo per grandi amatori.
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Tag:champagne.porto cervo, Cuvée Belle Epoque Blanc de Blancs vintage 2000, Italia, Pierre Jouët
Scritto Martedì 6 Gennaio 2009 da Giada Aramu

Il locale da fuori, ha l’aria di essere una pizzeria qualsiasi e quei dipinti appesi al muro che ritraggono colorate mandrie di bufali dal sapore un po’ ispanista mettono tanta allegria.
Appena si prende in mano il menu però, si scopre che c’è qualcosa in più oltre al nome curioso “Fratelli La Bufala”, che da il nome al locale.
Nel menu si narra infatti la storia dei tre fratelli, creatori della catena che sta deliziando mezzo mondo.
Giuseppe, Antonio e Gennaro La Bufala, conosciuti anche come i “La Bufala Brothers”, nacquero a Eboli figli di un produttore di mozzarella (di bufala ovviamente!) che dopo la scomparsa, lasciò ai suoi eredi un piccolo patrimonio da dividere.
Dopo quel tragico evento, i tre si dividono per il mondo in cerca di fortuna: Giuseppe, detto “Pippo”, vola a New York dove trova lavoro come pizzaiolo in un ristorante italiano. Antonio, “Totò” per gli amici, si trasferisce a Madrid dove apre una scuola di flamenco, mentre l’ultimo figlio, Gennaro, vola a Parigi dove trova lavoro in un’autorimessa nonostante sogni una carriera da pittore.
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Tag:arte, bufala, campana, campania, delizia, dolci, Italia, locale, menu, mozzarella, nome, pizza, pizzeria, prenotazione, quadrilatero, quadro, ricetta, ristorante, storia, tipico, Torino
Scritto Giovedì 18 Dicembre 2008 da Giada Aramu

Il mondo ce lo invidia, i visitatori europei gironzolano incuriositi mentre i turisti giapponesi fotografano meravigliati pile di cioccolata fondente e al latte, zucchine verde smeraldo e pomodori rossi di sole: benvenuti ad Eataly signori!
Il nome è tutto un programma, in esso si riconosce il verbo preferito dai suoi fondatori (e da noi comuni mortali), Eat, ossia mangiare, e Italy, il nome del nostro bel paese nella bocca del popolo anglofono.
Il complesso, una struttura di undicimila metri quadri sorta nel 2007, ospita una vera e propria mostra mercato all’insegna del “cotto e mangiato” in cui cuochi e camerieri di ben sette settori cucineranno per voi (e davanti ai vostri occhi) i piatti del loro menu.
Eataly racchiude in due piani l’essenza della cucina italiana senza che niente venga lasciato al caso: i salumi e i formaggi riposano per una lenta e ottima stagionatura in camere umide (e visitabili liberamente), la birra di tutto il mondo viene spillata al banco del piano inferiore, i vini invecchiano nelle eleganti cantine e le carni, il pesce e le verdure verranno prese e cotte per voi direttamente dal banco frigo.
Se invece per voi un buon pasto fa rima con carboidrati, non dovete mancare il banco della pasta e della pizza, una vera delizia creata con prodotti riconosciuti e protetti dalla categoria Slow Food, perché da Eataly dire mozzarella e pomodoro è quasi riduttivo.
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Tag:alimenti, antipasti, birra, bufala, caffè, carne, cibo, Doc, dolci, Eataly, eccellenza, freschezza, fresco, Italia, Lingotto, mozzarella, pane, pasta, pesce, pizza, prodotti, regione, ristorante, Slow Food, Torino, turismo, verdura, Via Nizza 230, vini, vino