KM 0, il cibo dietro casa

ristoranti-menu-km-zero-0Il sogno di un menu a Km 0 potrebbe presto diventare realtà in molte città italiane: il Sole 24 Ore ha infatti confermato la notizia che in pochi giorni, la Camera e la Commissione Agricoltura decideranno se approvare la proposta di che regolerebbe la distanza tra il luogo di produzione e il luogo di consumo degli alimenti: un modo per ridurre le distanze che avrebbe dalla propria parte, molti punti a favore.

Primo fra tutti, la riduzione dei costi energetici e amibientali e quindi, un notevole risparmio sia per le tasche dei produttori e dei consumatori che per la salute del nostro Pianeta. Secondo, si favorirebbe il consumo dei prodotti locali tanto che potremo finalmente acquistare prodotti di stagione e frutti della nostra terra locale potendo godere, sulla nostra tavola, di cibi che parlaranno, tra loro, la stessa lingua. Tutti i prodotti in vendita non dovranno infatti superare una distanza superiore ai 70 km di raggio dal luogo previsto per il loro consumo.

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Il menu di Natale è sul Blackberry

menu nataleAddio libri di cucina sporchi di sugo, i fornelli diventano sempre più digital fino ad addentrarsi tra i pixel dello smartphone più glamour della tecnologia: il Blackberry, che da cellulare business ora si avvicina alle dispense di cucina delle donne e degli uomini amanti della cucina.

Se volete stupire i vostri ospiti e cucinare per loro un pranzo di Natale indimenticabile, scaricate e seguire gratuitamente i consigli dello chef Davide Oldani sul link http://www.encanto.biz/bb/menudinatale, una piccola guida che vi assisterà durante la preparazione dei piatti, con tanto di foto.

Impazienti? Ecco una piccola anticipazione: il prevede un antipasto con taleggio e spezie serviti con un contorno di frutta di stagione; pesce persico, gamberi e cuori di pollo con un letto di cavolfiore e verdurine per secondo e  un gelato d’ivoire, frutta al forno e olio di rosmarino.

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Volver – Torino

“Volver”, ossia, “tornare”.
E’ questa la filosofia, e l’invito implicito del ristorante argentino, perla della cucina internazionale che da anni offre a noi torinesi la possibilità di assaggiare i veri sapori della cultura latina a due passi dalla Mole.

Il locale è in una buona posizione: la zona del Quadrilatero offre ottimi spunti per un dopocena vivace fino a tarda notte o una passeggiata per digerire la deliziosa cena consumata.
Volver offre un’atmosfera calda, anzi caliente, e le luci soffuse riescono a regalare alle coppie un po’ di intimità.

Il menu è tipicamente argentino, piatto forte del locale è infatti la argentina, tagli di vario peso (da 350 grammi fino a un chilo), che possono essere cucinati secondo le preferenze del cliente: al sangue, media o ad alta cottura.
L’offerta è ampia: è possibile scegliere tra differenti menu a prezzo fisso o portate da abbinare secondo le proprie esigenze (i menu sono composti da almeno tre portate: antipasto, secondo e dolce).
I piatti offrono, chiaramente, una vasta scelta di portate a base di , anche se qua e là fa capolino qualche portata indicata per i gusti vegetariani e un menu adatto per i piccoli, chiamato menu Gauchito.

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Bar Pompi: il Regno del Tiramisù a Roma

Bar , il regno del Tiramisù

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Una delle caffetterie di più frequentate dai giovani e non solo! Il bar offre ai suoi clineti una sala accogliente e attrezzata, con comodi divanetti, buona musica e servizio veloce. la grande sala del locale ospita giornalmente numerosi studenti, universitari, turisti, pausa pranzo, aperitivi, colazione e buffet vari, ma il bar rimane comunque un luogo per cercare intimità o per colazioni di lavoro.

il bar offre un ampio menù per Gelateria, Pasticceria, Caffetteria e . Immancabile il tiramisù che è la specialità della casa da provare è oltre a quello classico, al gusto di banana e fragola; la pasticceria offre anche altre delizie come Charlotte, la Zuppa Inglese, il Mont Blanc e profitterol di vario genere. Un altro pezzo forte del famoso bar romano è la Gelateria: ricchissimi e svariati gusti pronti a soddisfare ogni genere di palato; potrete scegliere gustosissime combinazioni oltre ai famosi internazionali come il banana split, kiwi Beker, Coppa parisienne, e tantissime altre.

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Al Conte Grasso – Vinovo (TO)

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Il locale è davvero accogliente. Le pareti “di rosso vestite” sono calde, intense e ti fanno sentire al sicuro, soprattutto quando fuori la temperatura scende precipitosamente sotto lo zero.
Il personale è gentile, giovane e affabile anche quando il locale è pieno di clienti affamati.
Il locale si snoda in due piani arredati con stile e se siete un gruppo numeroso, non perdetevi la stanza al piano inferiore: vi alzerete dalle sedie di paglia solo per andare ad ammirare la cantina ricca di bottiglie vecchissime e rinomate.

Appena arriva il è bello immergersi in una lettura che narra l’arte del cibo e ci si dimentica un po’ della promessa fatta appena usciti da casa, rimandando così la dieta al giorno dopo.
La pizza è ottima: leggera, morbida e ben condita grazie alle sue 24 ore di lievitazione e alla salsa di pomodoro, succosa e dolcissima caratterizzata da un formidabile aroma di basilico che impregna la passata regandole un profumo leggero ed invitante.

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Fratelli La Bufala, un pizza leggendaria – Torino

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Il locale da fuori, ha l’aria di essere una pizzeria qualsiasi e quei dipinti appesi al muro che ritraggono colorate mandrie di bufali dal sapore un po’ ispanista mettono tanta allegria.
Appena si prende in mano il menu però, si scopre che c’è qualcosa in più oltre al nome curioso “Fratelli La Bufala”, che da il nome al locale.

Nel menu si narra infatti la dei tre fratelli, creatori della catena che sta deliziando mezzo mondo.
Giuseppe, Antonio e Gennaro La Bufala, conosciuti anche come i “La Bufala Brothers”, nacquero a Eboli figli di un produttore di mozzarella (di bufala ovviamente!) che dopo la scomparsa, lasciò ai suoi eredi un piccolo patrimonio da dividere.
Dopo quel tragico evento, i tre si dividono per il mondo in cerca di fortuna: Giuseppe, detto “Pippo”, vola a New York dove trova lavoro come pizzaiolo in un ristorante italiano. Antonio, “Totò” per gli , si trasferisce a Madrid dove apre una scuola di flamenco, mentre l’ultimo figlio, Gennaro, vola a Parigi dove trova lavoro in un’autorimessa nonostante sogni una carriera da pittore.

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Sicomoro: un tuffo nel Mediterraneo

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Il cibo e la poesia si fondono in un nome solo: Sicomoro.
La scelta del locale deriva dal nome stesso: Sùkon (fico) e Morom (mora), il nome di un albero africano simile al fico dal quale, secondo le credenze egizie, nascevano frutti capaci di regalare l’immortalità all’uomo.

Una piccola fetta di paradiso la si potrà conquistare già all’entrata, grazie al design pulito, la trasparenza e l’esposizione di spezie ordinatamente appese alle pareti. Il menu del giorno viene presentato e cambiato giornalmente, in una piccola targhetta inserita a trasparenza in sacchettini di spezie: idea originale e profumata.

I prezzi sono ottimi in rapporto alla qualità, e la freschezza degli ingredienti è davvero assicurata. Il menu è sicuramente orientato al servizio di , pregio e difetto del locale che vista l’eccellente preparazione dei piatti, potrebbe forse osare un po’ di più nella preparazione di primi e secondi.
Dopo un’ottima potrete sicuramente godervi un buon dolce: prelibatezze mediterranee che vi faranno dimenticare il freddo di Torino. Ottima la pastiera, il cannolo siciliano e i sorbetti alla frutta.

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