Presto sulle tavole americane il salmone Ogm

La FDA (Food and Drug Administration) starebbe seriamente iniziando a prendere in considerazione l’idea di mettere nei piatti degli americani il , un  geneticamente modificato e di dimensioni più grandi rispetto al normale (notate il in alto nella foto e il fratello naturale in basso).

Non pensate però che questa rappresenti una novità perchè il mercato statunitense avrebbe già provato ad introdurre il prodotto da circa dieci anni lottando contro chi ne aveva sempre proibito la vendita per motivazioni legate alle ripercussioni sulla salute dell’uomo, elementi sui quali ha indagato a lungo il FDA.

Ebbene, alla luce degli studi effettuati, il “transgenico” non conterrebbe alcuna sostanza dannosa per l’organismo tanto da poter arrivare sulle tavole già in autunno. Le critiche, chiaramente, non sono affatto mancate ma le organizzazioni scientifiche e biotecnologiche tengono duro: il prossimo animale che subirà lo stesso trattamento potrebbe infatti essere il , che per l’occasione è già stato ribattezzato “enviropig”, tra environment e pig (ambiente e suino, tradotto).

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Ue, sì alla patata transgenica Amflora

 

Sì all’. La si esprime su uno dei temi che fa più discutere in campo alimentare e biologico. Si rompe così dopo 12 anni la moratoria sulla coltivazione del tubero , la che potrà essere coltivata in molti campi europei.

Il tubero verrà coltivato per fini industriali e per essere impiegato negli alimenti destinati alla nutrizione degli animali, un verdetto che ha fatto discutere e che potrebbe riaprire il dibattito sul futuro delle coltivazioni , un’agricoltura che ancora non ha dato risultati sulla possibile pericolosità per la salute dell’uomo. Il presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Barroso ha voluto sottolineare che la Commissione non ha alcun intento nel voler imporre la coltura degli alimenti , ma solo quello di dare il via libera ad alcune coltivazioni controllate, senza implicare necessariamente il mancato rispetto della legge a proposito.

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Ogm, parliamone…

E’ di ieri la notizia che a Pordenone sarebbe stato aperto il primo campo di coltivazione destinato alla produzione di geneticamente modificato.

Il produttore, Silvano Della Libera si è finalmente detto contento di poter portare avanti, senza la pesante ombra dell’ “illegalità contrastata e immorale”. Nel campo , di una superficie pari a circa 3 ettari disteso nel comune di Vivaro, si coltiverà il Mon810, una varietà della società Monsanto e che, a differenza dei suoi simili, non avrà bisogno di insetticidi e trattamenti dannosi per la pianta e l’organismo, ma sarà studiato e modificato grazie all’uso della biotecnologia; e se prima si gridava al lupo al lupo organizzando manifestazioni contro le aziende che sposavano la politica dell’, ora ben più di 500 aziende produttrici del territorio friulano sarebbero d’accordo nel fornire prodotti modificati.

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