Scritto Mercoledì 14 Gennaio 2009 da Giada Aramu

Il locale è davvero accogliente. Le pareti “di rosso vestite” sono calde, intense e ti fanno sentire al sicuro, soprattutto quando fuori la temperatura scende precipitosamente sotto lo zero.
Il personale è gentile, giovane e affabile anche quando il locale è pieno di clienti affamati.
Il locale si snoda in due piani arredati con stile e se siete un gruppo numeroso, non perdetevi la stanza al piano inferiore: vi alzerete dalle sedie di paglia solo per andare ad ammirare la cantina ricca di bottiglie vecchissime e rinomate.
Appena arriva il menu è bello immergersi in una lettura che narra l’arte del cibo e ci si dimentica un po’ della promessa fatta appena usciti da casa, rimandando così la dieta al giorno dopo.
La pizza è ottima: leggera, morbida e ben condita grazie alle sue 24 ore di lievitazione e alla salsa di pomodoro, succosa e dolcissima caratterizzata da un formidabile aroma di basilico che impregna la passata regandole un profumo leggero ed invitante.
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Scritto Lunedì 12 Gennaio 2009 da Giada Aramu

I suoi punti di ristorazione ormai non si contano più. Le insegne rosse si sono ormai estese come soffice pasta di pane, hanno catturato la nostra penisola come mozzarella di bufala filante e accarezzato il nostro palato come dolce e succosa salsa di pomodoro.
Il gruppo sforna pizze da dieci anni con un’unica certezza: il gusto della sua pasta sarà lo stesso ovunque, in qualsiasi punto voi vi troviate, la salsa RossoPomodoro avrà la stessa unica ed inconfondibile dolcezza.
E non è un caso. I fornitori che da sempre rimpinzano i backstage delle cucine sono gli stessi da anni e nessun ingrediente “alieno” ha mai varcato la soglia. Ed è cosi che Bellopede fornisce loro la mozzarella d.o.p; Gargiulo produce e consegna le olive mucciola di sorrento e il buonissimo olio extra vergine dop;
il pastificio del Cavalier Afeltra tira la pasta trafilata al bronzo; Caputo produce la farina tradizionale di Napoli, quella che ne ha confermato la tradizione da secoli mentre Strianese, coltiva e spreme il sugoso e tenere pelato dell’agro nocerino sarnese.
Se pensavate che la tipica tradizione napoletana vi abbandonasse nel momento del digestivo, vi sbagliate di grosso: Sorrentino di Massa Lubrense prepara per loro bottiglie di limoncello e nocillo.
Il gruppo RossoPomodoro, si sta impegnando per un’ottima, gustosissima causa: preparare un menu che includa più di dieci ingredienti di presidio Slow Food.
Noi non sappiamo se questi siano o no inclusi nella preparazione dei dolci, ma una cosa dovete assolutamente provarla: le Calde Calde, piccole frittelle ricoperte di morbida nutella e spolverate di zucchero a grani. Una squisitezza da assaporare in tempi davvero Slow!
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Tag:bufala, campana, campania, gruppo, margherita, Moncalieri, mozzarella, napoletana, Napoli, pizza, pizzeria, ristorante, RossoPomodoro, Torino
Scritto Martedì 6 Gennaio 2009 da Giada Aramu

Il locale da fuori, ha l’aria di essere una pizzeria qualsiasi e quei dipinti appesi al muro che ritraggono colorate mandrie di bufali dal sapore un po’ ispanista mettono tanta allegria.
Appena si prende in mano il menu però, si scopre che c’è qualcosa in più oltre al nome curioso “Fratelli La Bufala”, che da il nome al locale.
Nel menu si narra infatti la storia dei tre fratelli, creatori della catena che sta deliziando mezzo mondo.
Giuseppe, Antonio e Gennaro La Bufala, conosciuti anche come i “La Bufala Brothers”, nacquero a Eboli figli di un produttore di mozzarella (di bufala ovviamente!) che dopo la scomparsa, lasciò ai suoi eredi un piccolo patrimonio da dividere.
Dopo quel tragico evento, i tre si dividono per il mondo in cerca di fortuna: Giuseppe, detto “Pippo”, vola a New York dove trova lavoro come pizzaiolo in un ristorante italiano. Antonio, “Totò” per gli amici, si trasferisce a Madrid dove apre una scuola di flamenco, mentre l’ultimo figlio, Gennaro, vola a Parigi dove trova lavoro in un’autorimessa nonostante sogni una carriera da pittore.
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Scritto Giovedì 18 Dicembre 2008 da Giada Aramu

Il mondo ce lo invidia, i visitatori europei gironzolano incuriositi mentre i turisti giapponesi fotografano meravigliati pile di cioccolata fondente e al latte, zucchine verde smeraldo e pomodori rossi di sole: benvenuti ad Eataly signori!
Il nome è tutto un programma, in esso si riconosce il verbo preferito dai suoi fondatori (e da noi comuni mortali), Eat, ossia mangiare, e Italy, il nome del nostro bel paese nella bocca del popolo anglofono.
Il complesso, una struttura di undicimila metri quadri sorta nel 2007, ospita una vera e propria mostra mercato all’insegna del “cotto e mangiato” in cui cuochi e camerieri di ben sette settori cucineranno per voi (e davanti ai vostri occhi) i piatti del loro menu.
Eataly racchiude in due piani l’essenza della cucina italiana senza che niente venga lasciato al caso: i salumi e i formaggi riposano per una lenta e ottima stagionatura in camere umide (e visitabili liberamente), la birra di tutto il mondo viene spillata al banco del piano inferiore, i vini invecchiano nelle eleganti cantine e le carni, il pesce e le verdure verranno prese e cotte per voi direttamente dal banco frigo.
Se invece per voi un buon pasto fa rima con carboidrati, non dovete mancare il banco della pasta e della pizza, una vera delizia creata con prodotti riconosciuti e protetti dalla categoria Slow Food, perché da Eataly dire mozzarella e pomodoro è quasi riduttivo.
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Scritto Giovedì 11 Dicembre 2008 da Giada Aramu

Da fuori, sembra un innocuo ristorantino dal gusto etnico ma appena si varca la soglia, l’India non sembra più essere così lontana.
Al fondo della sala troneggia un enorme Buddha dorato e tutto intorno, tanti piccoli tavolini illuminati da candele profumate. L’atmosfera è sicuramente da sogno, intima e magica.
Il ristorante, sebbene si presenti come tale, non può essere pienamente considerato un locale puramente indiano: i piatti di origine indiana sono davvero pochissimi, tre primi e tre secondi, che però riescono ad evocare il sapore dell’Oriente grazie all’uso di spezie.
Il resto del menu è dedicato alle pizze, buone e con prezzi molto bassi.
Eccellente il servizio: ogni cliente verrà accolto con un buon aperitivo analcolico e un misto di antipasti indiani e italiani, il tutto offerto dalla casa.
Se pensate di trattenervi nel locale anche per il dopo cena, state tranquilli: il locale offre cocktails e long drinks.
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