Zelmira – Beinasco (To)

20022009

Il locale è semplice e giovanile. Un posticino alla mano, insomma. All’interno vi sono una decina di tavolini e altrettanti occupano la veranda dove d’estate vengono organizzati balli caraibici e cha cha cha.

Zelmira offre principalmente un menu di crêpes dolci e salate ma non si risparmia neanche sulle coppe gelato e i waffles, tipici biscotti morbidi e a quadretti gustosamente conditi con frutta fresca, creme e gelato.
Ma diamo ad ogni piatto la giusta attenzione.
Le crêpes lasceranno soddisfatti i golosoni attratti da quelle sottili, morbide al centro e croccanti ai bordi, ma soprattutto quelli che non amano dover strizzare l’olio dall’impasto.

Veniamo ora al grande protagonista della stagione che arriverà: il gelato! Il menu è ricco di macedonie, affogati e curiose coppe come la gondola, una coppa di vetro che riproduce il simbolo veneziano e che vede, dolcemente accomodato nei suoi sedili del soffice gelato.
Ultima golosissima curiosità: i waffles, wafer morbidi che ricordano i goffri valdostani e che vi verranno serviti con dei condimenti a vostra scelta. Frutti di bosco, frutta fresca, gelato, crema, sciroppo o cioccolato fuso, o se volete, anche da soli.

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Miseria e nobiltà – Torino

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Sono capitata lì quasi per caso, e in preda ad una fame da lupi sono entrata nel locale in cui forse, se mi fossi basata solo sulla prima impressione, non sarei mai entrata. All’esterno infatti, la pizzeria sembra un oratorio, tipica area di sosta per giovani fanciulli in cerca di un divertimento semplice: due birre, quattro amici ed una partita a calcetto. Decido di entrare comunque incuriosita dalla sfida che mi si stava proponendo: andare contro all’assoluta ricerca di un’estetica piacevole agli occhi.

All’interno ho la conferma che la facciata del locale non mi stava ingannando. Il locale è piccolissimo, tavoli troppo vicini e tovaglie di carta color verde salvia. Una ragazza allegra (e indaffaratissima) mi accoglie con un sorriso. Una mezz’oretta, mi dice, e potrò sedermi anche io.
Ne approfitto così per guardarmi intorno. Davanti a me c’è un ragazzo che impasta e sforna pizze piccole e rigonfie, alla mia destra una rumorosa cucina e alle mie spalle la cassa e il bancone. Il tutto a un metro di distanza, tanto da essere costretta a spostarmi ogni quattro minuti per permettere ai clienti di pagare il conto, al cameriere di tagliare una fetta di torta e al suo collega di prendere le posate.

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Catullo. Torino

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Ci sono serate in cui vi chiedete perché non avete cenato a casa …
L’avventura inizia all’entrata, quando il responsabile vi mostra da lontano il tavolo in cui dovreste sedervi e il suo collega vi segue da lontano lanciandovi i menu sul tavolo.
Siete seduti esattamente davanti alla cucina, il che in alcuni posti, potrebbe essere una grande fortuna perché già assaporate in anticipo i piatti e gli odori che evadono dal forno a legna, ma il locale in questione purtroppo non fa parte di questi. Sfogliando il menu, i piatti più in “auge” offerti dalla casa sembrano essere quelli di pesce, ma forse per un curioso e fortunato sesto senso, decidiamo di puntare su una semplice pizza. Mozzarella, pomodorini, rucola, grana e carciofi vi verranno offerti per la “modica” cifra di 10 euro, che diventeranno ben 13,60 se vi aggiungete una coca cola (o cola, se vogliamo essere sinceri) alla spina, sgasata e forse fresca fresca di scaffale di discount.
Caso? Non si direbbe, visto che la birra media ordinata in seguito sembrava essere stata spillata da giorni.
Curiosità culinaria: avete mai visto riscaldare le vivande nel forno a microonde in mezzo alla sala come nelle migliori mense aziendali? Noi no, e sebbene non neghiamo che questo possa accadere in moltissimi locali, stupisce che venga fatto con una candida spontaneità.
Attenzione, non stiamo dicendo che gli ingredienti non siano freschi, ma forse alcune accortezze potrebbero migliorare il locale ed il servizio, non sempre impeccabile.
Siamo stati vittime di una serata negativa? Può darsi, ma temo che non offriremo al locale un’altra chance.
Unico lato positivo: l’orario della prenotazione è stato rispettato.

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Allanté – Rivoli

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Se all’esterno state pensando “Beh, non sarà mica l’unico locale nei dintorni…” : fermi lì! Entrate e preparatevi a mangiare delle ottime crêpe!

Il locale è molto carino: le pareti sono di un giallo caldo e al muro sono appesi moltissimi quadri vecchio stile, un ambiente accogliente che ricorda un po’ quelle vecchie caffetterie francesi a conduzione familiare.
Nello staff di Allanté lavorano tantissimi giovani, tutti gentili e indaffarati: il locale è spesso pienissimo e trottorellare tra i tavoli con dei pesanti (e profumati) piatti in mano non è proprio una passeggiata.

Il menu offerto dal locale è completamente concentrato sulla specialità francese: le crêpe. All’interno delle sue pagine ne troverete moltissime: salate, dolci e i deliziosi tronchetti, crêpe arrotolate e pienissime di condimento, davvero ottime.
Vi verranno offerte anche le insalatone, ricchissime e fantasiose e gli antipasti, taglieri di formaggio offerti con salse e contorni.

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